Premessa d’introduzione storica
Spartiti
We gotta get out
of this place – Animals
(I Can’t get
no) Satisfaction – Rolling Stones
Day tripper
– Beatles
Peace frog –
Doors
Hotel California – Eagles
Ain’t
talkin’ ‘bout love - Van Halen
Back in Black
– Acdc
Money – Pink Floyd
Strumenti
Amplificazione
Effetti
Strings

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Quella del rock
è una storia che nasce lontano, e affonda le sue radici nei
blues-club della vecchia Bretagna. In questi locali, cresciuti
come funghi durante tutti gli anni ’50, il blues divenne musica
da “bianchi”, con l’enfatizzazione di ritornelli che entravano
a far parte della storia, le chitarre prima ritmiche di Chicago
ora erano veloci e soliste, gli arrangiamenti organistici
venivano amplificati e spuntavano i primi cori. In poco meno
di un decennio, nella nuova Britain si suonava qualcosa di
diverso dal blues americano.
I
gruppi che più di tutti mi sembra giusto ricordare sono, per
quello che riguarda la prima scena del rock, i Rolling
Stones, gli Yardbirds e gli Animals.
I primi furono,
tra i predecessori, quelli che registrarono il maggior successo
commerciale; i secondi, forse, diedero il maggior stimolo
al nuovo genere: dalle loro ceneri nacquero i Cream e i Led
Zeppelin, che a loro volta sconvolsero nuovamente il panorama
musicale mondiale.
Contemporaneamente,
a Liverpool, un gruppetto di giovani stava dando vita a quello
che sarebbe stato il più grande fenomeno di consumo del momento:
i Beatles; complementari al blues animale, rubando
scena alla nuova musica selvaggia scrissero l’equazione rock=business,
peraltro non verificata..
Gruppi
fondamentali in questa seconda discendenza furono gli Who
e i Kinks. I primi, esibendo chitarre maniacalmente
amplificate, proposero nuove sonorità, cattive e per niente
gentili, al contrario dei Kinks, con il loro rock melodico,
parafrasi dell’operetta inglese. Insieme ai Rolling Stones,
rappresentarono la scena rock degli anni 60, componendo, efficaci
e vividi affreschi di vita quotidiana, efficaci e vividi come
solo il rock può essere.
Possiamo considerare
la nascita dell’hard
rock a partire dai Led Zeppelin, dissonanti (e
per questo, a mio parere, si meritano l’”hard”), con i loro
riffs veloci, dal blues e dal rock britannico.
Il movimento
psichedelico, nato in Gran Bretagna, si stava diffondendo negli Stati Uniti, e nelle città
di New York e San Francisco, gruppi come Velvet Underground
e Fugs si assunsero buona parte del lavoro per rendere il
rock ancora più sofisticato. Alla massima esaltazione di questo
genere giunsero artisti come Frank Zappa e Captain
Breefheart, che lo esaltarono al rango di arte.
Il
rock psichedelico si diffuse e influenzò molti artisti, tra
i quali è giusto ricordare i Doors in America, e i Pink Floyd
in Gran Bretagna. Questo prepotente ingresso nella scena dell’America
resuscitò il blues, che ricevette nuova gloria con artisti
come Jimi Hendrix. Una nuova corrente, quella del southern
rock, portò alla ribalta artisti oggi tornati in voga, come
Lynard Skynyrd.
Movimenti psichedelici
nati al di fuori dei club di tutta la Gran Bretagna portarono
alla nascita del progressive
rock. Gruppi come Jethro Tull e Roxy Music,
Emerson, Lake & Palmer e gli italianissimi PFM,
apprezzati in tutto il mondo, non suoneranno nuovi agli amanti
del genere.
La morte di molte
delle primedonne della scena rock causò un indebolimento al
movimento; dopo gli eccessi degli anni ’60, grandi nomi come
Bob Dylan intrapresero una strada più pacifica, riscoprendo
il country, e dando il via al country rock, e a gruppi come gli Eagles.
Ed
è in questa decade che nasce forse il movimento più significativo
per le decadi successive: nomi come Van Halen, AC/DC,
Kiss e Aerosmith fanno la loro prima comparsa
negli scaffali dei negozi di musica, imponendo una nuova religione,
l’ heavy metal.
Negli
anni ’90 il rock ha continuato quel processo inarrestabile
cominciato oltre trent’anni prima, nella sua variante più
alternativa. Fox core
(Hole, Babes In Toyland, gruppi punk al
femminile), rock gotico (Lycia, Black Tape
For A Blue Girl) e grunge
sono solo alcuni dei nuovi generi nati in questa decade.
Spopolano anche l’ heavy metal, e specialmente quello di Los
Angeles con gruppi come Metallica e Guns ‘n’ Roses,
con il bagaglio inevitabile di sotto-generi, nelle specialità
del doom metal, grind-core, death metal, speed metal..).
Il basso nel
mondo del rock, per quanto possa apparire marginale agli occhi
di un profano, riveste un ruolo molto importante all’interno
della band: vero e proprio “collante” del gruppo, spesso si
accolla il lavoro sporco del gruppo, quello di far battere
il tempo con il piede al pubblico, senza venir mai ringraziato
né menzionato (ahinoi) nelle odi delle fans.
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Possiamo
qui vedere riportato lo spartito che ogni buon rockketaro
deve sapere riconoscere a prima vista: “We gotta get out of
this place”, degli Animals, che, con Brian Chandler al basso,
hanno lasciato una delle più profonde impronte nella storia
del rock.
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Sopra riportato possiamo vedere lo spartito,
per la parte di basso, della canzone “ (I can’t get no) Satisfaction”
dei Rolling Stones. Sono proprio i Rolling Stones, nella formazione
di Mick Jagger alla voce, Keith Richards e Brian Jones alle chitarre, Bill Wiman al basso e Charlie Watts alla batteria,
ad aver dato uno degli impulsi più importanti alla storia
del rock: considerati da subito l’alternativa ai Beatles,
con una musica che affonda nel blues, con un basso lascivo
e scarno e le chitarre ormai soliste, lasciarono con i loro
album le più importanti impronte nel panorama musicale dei
Sixties.
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Uno dei brani più classici dei Beatles, suonato dal grande
Paul McCartney… credo che si presenti da solo!
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Hotel
California – Eagles
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Simbolo di
una generazione, il sempre preciso Randy Meisner (1946, Scottsbluff,
Nebraska, Stati Uniti, sostituito nel 1977 da Timothy B. Schmit)
ferma per un attimo la storia delle 4 corde con un pezzo che
resterà sempre fisso nel firmamento: Hotel California, segnato
dalla ricercata ed azzeccata armonia con tutti gli strumenti,
a partire dalla orgasmatica voce che li accompagnerà nel tempo.
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Ad
uno dei più incisivi riff di chitarra che vengono annoverati
nella storia del rock dobbiamo senz’altro ricordare il bravo
Michael Anthony, che con un basso martellante e preciso conferisce
splendida potenza a questa pietra miliale del rock.
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Vediamo qui riportato, invece, la partitura
di “Back in Black”, tratto dall’ omonimo album degli AcdC,
gruppo che viene considerato dai critici come padre dell’
heavy metal, ma con solide radici che affondano nel rock più
duro e inossidabile.
Sin
dall’inizio della storia degli AcdC, le linee di basso di
Cliff Williams si sono sempre mantenute semplici e regolari,
assolvendo appieno la funzione ritmica che viene loro attribuita,
e di cui l’artista si fa carico come fosse semplice quanto
bere un bicchier d’acqua; non meno importante è il massiccio
uso del plettro, che viene usato nella stragrande maggioranza
dei pezzi della band, siano essi registrazioni in studio (per
le quali lo stesso Williams preferisce una registrazione diretta,
e non ottenuta amplificando l’amplificatore) o orgasmici live.
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E’ questo il main riff, che si andrà ripetendo lungo tutta
la canzone, con un preciso Roger Waters alle 4 corde.
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Alembic
Sadowsky
ESP Bass
Stuart Spector Designs
WAL
Chandler Metro
Dingwall Voodoo
Hagstrom
Hamer
Music Man Sting Ray
Zon fretless
Music Man
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Mesa/Boogie
Fender
Folded Horn
Ampeg SVT III
Ampeg SVT Vintage
Ampeg
B-15 combo amp
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Boss Flanger BF-2
MXR Phase
90
Mu-Tron III Bass Pedal
Tech 21 SansAmp Bass Driver DI
Electro
Harmonix Big Muff (molto usata la versione russa, originariamente
progettata per chitarra)
Alesis Mediverb II
BBE Sonic Masimizer
Morley Power Wah Boost
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La
Bella
Ernie
Ball
Fender
Stainless
Giulio Cisamolo, giulio.cisamolo@gmail.com