Ad
un primo ascolto di "Upon my head" lavoro solista d'esordio,
di Lorenzo Feliciati, ci si accorge di come sia un album fortemente
votato alla sperimentazione, sia nei suoni che nelle ritmiche.
Nel disco il bassista romano, avvalendosi di validi “collaboratori”
quali Alex Gwis e Agostino Marangolo, è riuscito a creare
un insieme omogeneo di suoni, che ascoltati più volte permettono
all'ascoltatore di comprendere le sensazioni che vuole trasmettere.
Questa caratteristica è un po’ la “croce e delizia”
del CD, in quanto tiene la noia ben lungi dall’ascolto di
questo lavoro, poichè ad ogni nuovo ascolto si scoprono sensazioni
ed intrecci nuovi, ma dall’altro lato richiede una maggiore
capacità di concentrazione. Vi invitiamo quindi ad ascoltarlo
in tutta calma e rilassatezza, per poter cogliere ogni piccola sfumatura
dei brani, dove niente è dato al caso, ma ogni singola nota
è posta esattamente dove deve stare.
Altra cosa che risulta lampante al primo ascolto è che il
CD può essere gustato tutto d’un fiato senza sentirsi
appesantiti alla fine del disco.
Il CD si apre con “Free Bird”, brano più easy
listening rispetto ad altri, grazie alla forte penetranza e familiarità
che si può acquisire con la chitarra funky di Aru, inoltre
risulta molto gradevole la presenza della voce di Désirée
Petrocchi.
Il secondo brano, “Left & Right”, è caratterizzato
da una componente ritmica che gira uno sguardo fiero verso le grandi
culture africane, miscelandosi con un suono di basso molto pastoso
che rende il tutto più rilassante. Rilassatezza rotta dall’entrata
di suoni elettronici molto azzeccati.
Successivamente arriva “Horses”, brano evocativo che
trasmette calma e spensieratezza.
Il
quarto brano “Thief like me” ricomincia a camminare
su un ritmo più serrato ed i suoni più distorti di
chitarra elettrica vi conferiscono una vena quasi rock nient’affatto
sgradevole.
Subito dopo ci troviamo di fronte ad un brano molto particolare
“Don’t ask me to dance”, che ricorda ritmi argentini,
con violini che energicamente evocano un tango alla Piazzolla.
La traccia sei “Ground and air”, è molto spirituale
e la presenza del corno ci fa pensare quasi di trovarci dentro una
foresta celtica.
Questa atmosfera prosegue nel brano successivo, “Cavern”,
arricchito dalla bella presenza di due ritmiche, una distorta ed
una con un chorus.
La traccia successiva, “Dedicated”, riprende ritmiche
Walkin’ molto più confacenti al jazz classico che ad
un disco moderno, ciononostante la presenza di questo brano ci riporta
con più forza nel mondo reale e ci ricorda che chi sta suonando
do jazz ne sa molto, ci riferiamo in particolare al bravissimo Alex
Gwis, pianista di questo brano.
Il brano seguente, “Nine to five”, parte in maniera
pacatamente ritmica per poi salire verso una ritmica funkeggiante,
che sembra quasi ricordare la musica degli anni ’70, per poi
calmarsi di nuovo e salire successivamente verso dei ritmi rockeggianti,
una traccia bella e versatile.
Infine il disco si conclude con “Alice (a lullaby)”,
brano lento, che come dice il titolo stesso sembra essere una ninnananna,
molto piacevole e rilassante, conclusione ideale per un buon disco
come questo.
Complessivamente possiamo dire che l’esordio discografico
di Feliciati è sfociato in un lavoro molto ben articolato
e variegato al punto giusto, sinceramente pensiamo che non sia un
album di facile ascolto, ma l’ascoltatore paziente saprà
trarre molto da questo CD, che alla lunga lascia dentro sensazioni
tanto forti da farci premere nuovamente “play”.
È possibile
acquistare il cd scrivendo una e-mail a
lorenzofeliciati@hotmail.com
oppure visitando
il sito
www.basscdshop.com
Simone Tagliaferro e Francesco Zini – staff di bassfriends.com
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