Prendiamo
l’appeal musicale del miglior Pastorius, mescoliamo con tanto
“elemento mediterraneo” tipico della sua napoletanità, aggiungiamo
simpatia, cortesia e personalità quanto basta: cosa otteniamo?
PIPPO MATINO, ovviamente. Il grande bassista napoletano ha concesso,
in esclusiava a bassfriends.com questa intervista. Godetevela!!!

Simone
Tagliaferro e Francesco Zini: Se ti diciamo le due parole
"basso elettrico" cosa provi?
Pippo Matino: è difficile raggruppare
in poche righe tutte le emozioni e le sensazioni che mi hanno
dato nel corso di questi ultimi quindici anni queste due parole!
Diciamo che il basso elettrico ha rappresentato quasi tutto per
me: La mia carriera, il mio lavoro, le mie gioie e i miei dolori... un po' quello
che può darti una storia d'amore però infinita...almeno per adesso!
S.T. e F.Z.: Pippo, a che età hai
avuto il primo contatto con il basso elettrico? Come è successo?
P.M.: Intorno ai 13 anni circa se
non ricordo male....serviva il bassista in uno dei gruppetti giovanili
che avevo...come al solito troppe chitarre e pochi bassisti(almeno
allora)..cosi' cominciai a suonare i riff di basso su una chitarra
e da li parti'la storia. Poi mio padre suonava ( per hobby, ma
bene) la chitarra.... ed in casa lo ascoltavo suonare da piccolo:
forse è anche grazie a lui che mi appassionai alla musica.