...Precedente
S.T.
e F.Z.: …poi, a tredici anni, hai deciso di dedicarti solo
al basso elettrico, quali sono le ragioni che hanno indirizzato
verso tale via la tua scelta?"
P.I.:
io ho cominciato suonando le tastiere e poi la batteria in
un gruppetto di amici. Ricordo che in questo gruppo ci mancava
il basso e non capivo perché non potessimo suonare ugualmente,
poi un giorno andai da un mio zio che possedeva un Hofner violin
bass, l’ho portato a casa e ci ho smanettato un pochettino e da
li ho capito che volevo suonarlo per sempre.
S.T.
e F.Z.: Insomma come dire... amore a prima vista?
P.I.: Non proprio a prima vista perché seguendo
mio padre nei concerti avevo gia notato il basso in tutte le sue
funzioni, diciamo ...amore a prima provata.
S.T. e F.Z.: Una volta
scoperto il mondo del basso elettrico avrai sicuramente ascoltato
con maggiore attenzione la voce del basso in ogni brano. da quali
bassisti ti senti più influenzato?
P.I.: Non ho mai ascoltato dei bassisti in particolare,
ho sempre ascoltato tanta musica dal liscio all'heavy metal, e
ho cercato di imparare gli stili, il diverso modo di suonare tutti
questi generi. Pastorius lo ascolto normalmente senza “farmi le
seghe mentali”, perché per me lui è fuori dal normale e
non mi va di riproporre i suoi brani e mi da fastidio sentirli
fare da altri.
Per un semplice
motivo: quei brani sono belli in quel modo, come il suo suono
che solo lui può avere, perché rifarli? Voi credete che ci sia
qualcuno che può farli meglio di lui? Io ne suono un paio: “teen
town”, “the chicken” ecc..., ma li faccio a casa per studio.
Ho sentito “teen town” in una versione
di Miller tutta slap e onestamente mi sono sentito male.Comunque
un bassista a cui mi ispiro particolarmente è Rocco Prestia, il
suo groove è inconfondibile e unico, un mito; in Italia
mi piace molto Paolo Costa. Poi sono stato colpito nel pieno dell'infanzia
da Francesco Pugliesi.