S.T. e F.Z.:
Dalla tua biografia si evince che hai cominciato con il rock blues;
com'è il tuo approccio a questo tipo di musica e che sensazioni
provoca in te?
L.F.: Il rock-blues, condito di
volta in volta di venature funky,soul o jazz è la musica
alla quale si sono ispirati i grandi bassisti che tutti ammiriamo.
Jaco, Marcus Miller, hanno sempre dichiarato che il loro background
era nel soul,funky e blues, magari con ritmiche più R&B
, ma sempre con una radice blues.E comunque è un genere
musicale che permette anche a chi non è espertissimo sul
proprio strumento di rapportarsi con altri musicisti con l'obbiettivo
di suonare una composizione fatta di accordi, melodie, ritmi....insomma
di fare esperienza!!!
Fu quindi una scelta naturale e fisiologica ,non potevo mica cominciare
da Giant Steps!!!(che mi dà filo da torcere ancora adesso...)

S.T. e F.Z.:
La tua ascesa musicale ti ha portato a collaborare con artisti
come Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Tiromancino; com'è
il tuo approccio con la musica considerata "pop"?
L.F.: Assolutamente
sereno ed entusiasta: anche se in realtà la collaborazione
con Silvestri e Tiromancino è limitata a lavori in studio
dove sono stato chiamato a suonare su dei brani("Kunta Kinte"per
Silvestri e "Descrizione di un Attimo" per il Tiromancino)
sono persone che stimo e con le quali ci si conosceva e ci si
incontrava in giro già da tempo.
Per quello che riguarda Niccolò Fabi il discorso è
diverso: suono con lui, sia dal vivo che nei suoi dischi praticamente
dall'inizio della sua carriera e quindi c'è una immedesimazione
molto forte nella sua musica e nel percorso che sta facendo.
E comunque il fattore comune, il comun denominatore di tutti questi
artisti è sempre la qualità, o comunque la qualità
artistica che io ci trovo dentro.
Che sia Pop o più alternativa, facendo musica di altri
bisogna sempre cercare di collaborare con persone che stimiamo
e che crediamo ci possano arrichire come musicisti,magari con
un compagno di classe che scrive delle canzoni o con gruppi(e
ce ne sono tanti in Italia in questo momento...)che suonano nelle
rassegne per emergenti cercando di "strappare" un contratto
discografico.
S.T. e F.Z.: Cosa
pensi dell’attuale panorama musicale italiano?
L.F.: Mi sembra
comunque, tenendo presente il difficile momento economico che
stiamo vivendo e non solo in Italia, un momento di crescita delle
band giovani, ci sono un sacco di ragazzi che si vedono in sala
prove per provare a comporre una canzone, magari vanno a suonare
gratis per provare a sentire l'emozione di un applauso rivolto
a qualcosa che è il frutto di ore e ore a provare e riprovare.
Trovo che questo sia positivo, molto più positivo di questo
fenomeno delle cover band che ha inflazionato la scena, almeno
a Roma, una moda imposta dai gestori dei locali che per non rischiare
vanno sul sicuro mettendo in cartellone solo cloni (a volte ridicoli...)
di band o cantanti famosi.
Una volta c'erano i tributi a artisti morti, ma adesso siamo arrivati
alla cover band dei Negrita e di Carmen Consoli...mi sembra davvero
troppo!!!
Io per quattro anni ho avuto un gruppo che suonava i capolavori
di Hendrix ma assolutamente interpretati e suonati secondo la
nostra sensibilità, tanto la grandezza delle composizioni
usciva comunque fuori e con questo approccio eravamo, tra l'altro,
ancora più fedeli allo spirito che caratterizzava le esibizioni
di Hendrix, sperimentale ed avventuroso.