Musicista,
compositore, arrangiatore, entriamo nello studio di questo poliedrico
musicista per capire l'essenza stessa della sua creatività.
Simone
Tagliaferro e Francesco Zini: È alla giovane età di 6 anni
suonando pianoforte e chitarra classica che fai il tuo ingresso
nel mondo della musica. Come è stato l’approccio con la musica
e con questi strumenti?
Marco
Castelli: Nella mai famiglia la musica era nell’aria, dal
momento che mio padre negli anni ’50 era un noto batterista jazz
ed ebbe modo di collaborare con i più grandi artisti di quei tempi,
ma, nonostante queste premesse, iniziare a suonare è stato un
mio desiderio. Comporre musica e’ stato fin dall’inizio un istinto
naturale, e già da bambino ho iniziato a scrivere i primi temi
musicali, sebbene molto semplici. Poi il giorno in cui comprai
“Made in Japan” dei Deep Purple seppi che la musica mi avrebbe
accompagnato per tutta la vita.
S. T.
e F. Z.: Poi, quasi per caso, hai conosciuto il basso elettrico
ed è stato subito amore… Come mai tra i tanti strumenti che sai
suonare hai deciso di puntare sul beneamato strumento?
M. C.:
Premesso che il pianoforte è uno strumento che amo ed uso moltissimo,
penso che il basso elettrico sia la giusta fusione tra ritmo e
armonia e tutto ciò mi affascina moltissimo. Inoltre il contatto
tra il legno e le mie dita, ed il piacere di riuscire a farlo
vibrare e cantare a mio gusto e piacimento credo sia un’emozione
non da poco!!!