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Quattro chiacchiere con...  Giorgio Santisi
 

         Napoletano di nascita e bolognese di adozione, abbiamo scovato questo bassista durante il disma music show di Rimini che suonava insieme a Dino Fiorenza, ci ha letteralmente impressionato... e, sebbene il suo nome non sia ancora tra i più conosciuti, siamo sicuri che presto le sue quotazioni toccheranno le stelle! Scommettiamo?

 

Simone Tagliaferro & Francesco Zini: Generalmente le nostre interviste cominciano con una domanda canonica: Come hai conosciuto il nostro strumento e come si  è sviluppata la passione per esso?

Giorgio Santisi: ho iniziato con la chitarra classica ma non mi appassionava. Poi un mio amico mi ha chiesto di suonare il basso nel suo gruppo..io non sapevo neanche cosa fosse, ma ho detto di si anche perchè lo aveva comprato lui. L'amore per lo strumento è nato subito ma la passione si è sviluppata quando ho visto suonare un mio compaesano che per mia disgrazia abitava a 500 metri da casa mia..tale Pippo Matino, che tutti conoscono.

 

S.T. & F.Z.: Più bassisti intervisto e più mi rendo conto che Pippo è stato ed è un punto di riferimento per molti di noi, e mi piacerebbe che in Italia gli Italiani cominciassero ad apprezzare di più artisti di questo livello! Ma, tornando a noi, come è proseguita poi la tua carriera di bassista?

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          G.S.: Pippo è stato uno stimolo enorme per me e personalmente gli ho dato la stessa considerazione che ho riservato a molti nomi del panorama internazionale. Per quanto riguarda me, per diversi anni ho dovuto dividere la mia vita in due fra la musica e gli studi universitari che portavo avanti più per tradizione di famiglia che per reale volontà. In realtà all'inizio non avevo seriamente pensato di intraprendere la carriera di musicista professionista anche perchè ero molto giovane e condizionato dai giudizi dell'ambiente familiare che non vedeva di buon occhio questa possibilità. Nonostante ciò, mi sono trovatoi quasi subito a lavorare con la musica e con gli anni ho capito che potevo continuare seriamente su questa strada.

 

S.T. & F.Z.: Una decisione, dunque, molto importante, almeno quanto l’evento del 1999, ovvero l’anno in cui hai deciso di spostarti per necessità, presumo, innanzitutto professionali, nella magnifica città di Bologna, che differenze hai trovato a livello lavorativo tra le due realtà?

 

          G.S: Ho trovato delle differenze enormi ed in effetti il mio trasferimento a Bologna ha rappresentato un momento decisivo nella mia vita professionale. Napoli e in genere tutto il sud Italia possiedono un vivaio di musicisti talentuosi ma veramente poche occasioni di lavoro. Al Sud non mancano solo le strutture, ma anche artisti di rilievo, studi di registrazione, produzioni discografiche e via dicendo... Un pò di colpa però mi sento di addossarla anche ai musicisti che spesso si lamentano della loro condizione ma in realtà non fanno niente per cambiarla. Io sono arrivato a Bologna da perfetto sconosciuto e con pochi soldi in tasca, all'inizio è stata molto dura ma in meno di un anno calcavo già il palco dell'Heineken Jammin Festival...è stato come un premio alle mie scelte. Al Nord le occasioni di lavoro non mancano, l'importante è dimostrare di essere sempre affidabili e di essere disposti a spostarsi per lavoro. Bologna è il posto in cui vivo ma spesso macino molti chilometri in direzione Nord per serate e lavori in studio. E' in una posizione centrale rispetto a molte località del Nord dove lavoro.

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           S.T. & F.Z.: In effetti è un premio che molti musicisti talentuosi e coraggiosi dovrebbero ottenere. In Italia, come al solito, siamo indietro rispetto ai nostri colleghi a stelle e strisce e questa attività non è neanche considerata un mestiere. Ma, passando ad altro, sono oramai sei anni che vivi ed operi a Bologna, dentro di te quanta Napoli e quanta Bologna c’è?

 

          G.S.: Di Napoli è rimasta sicuramente la pizza che adoro profondamente......e il calore del Sud che comunque qui è molto apprezzato. Di Bologna ho invece quell'atteggiamento professionale che mi permette di lavorare, ma quello, in realtà, l'avevo già dentro solo che a Napoli mi era impossibile farlo valere. Non che qui sia tutto rose e fiori per carità, devi essere preparato, ti devi conquistare la fiducia degli operatori del settore e devi lottare per mantenere quello che hai ottenuto, ma almeno se hai fatto bene il tuo lavoro ti rispettano e ti retribuiscono adeguatamente

 

 
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S.T. & F.Z.: Sempre a proposito di Influenze, quali altri musicisti, olre a Pippo Matino, a quanto mi sembra di capire, o album hanno influenzato il bassista Giorgio Santisi e più in generale il musicista?

 

          G.S: Al primo posto c'è e ci sarà sempre Jaco...lui era di un altro pianeta ed ha aperto la strada a tutti e chi non riconosce questa sua grandezza mente sapendo di mentire. Nell'ascolto di altri bassisti ho invece attraversato fasi alterne e non mi sono mai fissato su nessuno in particolare. A parte una fase della mia vita in cui sono rimasto folgorato da Mark King e dallo slap che non conoscevo, sono passato da Marcus Miller a Alain Caron fino ad arrivare a Victor Wooten che considero uno dei fenomeni più interessanti del bassismo moderno. I miei artisti preferiti, quelli di cui ho tutti i dischi in realtà non sono neanche bassisti...si tratta di Pat Metheny e Lyle Mays,

 

S.T. & F.Z.: Puoi parlarci della strumentazione e dell’effettistica che usi solitamente in studio e nei live?

G.S.: Non sono un amante dell'effettistica e i pochi pedali che ho li uso con moderazione e quasi mai combinati fra loro. Mi piacciono i suoni "vintage" e quindi non comprerei mai una pedaliera digitale, mi fido ancora dei vecchi cari pedalini. Nel Jazz uso un pò di chorus e di reverbero sul fretless, quando suono rock invece un pò di compressione, un octaver, un synth bass. Di recente ho poi scoperto il wha wha e sono letteralmente impazzito. Per quanto invece riguarda il lavoro in studio il discorso è ben diverso. Nel disco che ho registrato con Pia presso lo studio di Vasco Rossi ho utilizzato come sempre il mio Music Man Sting Ray 5 senza alcun tipo di effetto. Avendo a disposizione una struttura attrezzatissima e due fonici d'eccezione come Nicola Venieri e Frank. Nemola (rispettivamente ingegnere del suono e tastierista-programmatore di Vasco) ho potuto anche utilizzare testata e cassa, ma normalmente preferisco entrare in diretta sul mixer passando solo attraverso la testata.

 

          S.T. & F.Z.: hai parlato di Pia.... descrivici brevemente l’artista e la sua musica ed i motivi che ti spingono a credere in questo progetto

 

          G.S.: Pia è un'artista vera ed una persona eccezionale. Quando l'ho incontrata per la prima volta a Bologna nel 1999 sono rimasto colpito dalla sua energia e dalla sua enorme carica umana. Approfondendo questa conoscenza ho avuto modo di ascoltare le sue canzoni e ho deciso di collaborare con lei perchè ne ho riconosciuto subito il talento e le potenzialità. Fra le sue canzoni ce n'era una che mi piaceva in particolare..una certa "E" che oggi è il singolo più votato dell'ultimo album di Vasco. Quindi sono sicuro di non sbagliarmi su di lei...Pia non è solo un'ottima autrice ma anche una straordinaria interprete delle sue canzoni e sono sicuro che il suo primo album sarà un successo. Il disco uscirà a giugno e avremo modo di promuoverlo in contesti molto importanti come il Jammin Festival il 10 giugno a IMola e alcune date del tour di Vasco come supporter

 

S.T. & F.Z.: Oltre al discorso con Pia, hai altri progetti in caldo per il futuro?

 

Bassfriends.comG.S.: Ho in progetto di andare un pò in vacanza ma non credo sarà possibile. A parte Pia sto suonando anche con Barbara Cola e in varie formazioni Jazzistiche emiliane. A dire il vero c'è una cosa a cui tengo in particolare...si tratta di un "Power Trio" che sto mettendo su con Vincenzo Pastano, giovane e talentuosissimo chitarrista di Luca Carboni. Sono ancora incerto sulla scelta del batterista ma si tratterà sicuramente di un valido e conosciuto professionista. Questa idea è partita dal Disma dove io e Vincenzo abbiamo suonato con un gruppo fusion grazie alla Galli Strings, ditta che ha sempre creduto in me e che colgo l'occasione per ringraziare vivamente.

 

 

 

S.T. & F.Z.: hai parlato di Jazz e di Rock... cosa ti sembra di queste due situazione diversissime, come ti sembra che l’Italia stia reagendo alla crisi discografica, sia pure in due generi diversissimi, ammesso che lo stia facendo?

 

         G.S.: Che domande difficili....quello che posso dire può sembrare retorico ma la verità è che c'è una crisi insanabile. Questo è dovuto al fatto che nel nostro Paese si spendono molti soldi per la cultura ma la musica sembra non meritare attenzione  tranne che per il Festival di Sanremo (perchè Sanremo è Sanremo....!!) La crisi della discografia italiana è dovuta sicuramente in parte al fenomeno della pirateria musicale, ma in gran parte anche alla scarsissima qualità di quello che c'è in giro. Gli artisti più bravi sono riusciti a crearsi un mini esercito di fans che mai e poi mai scaricherebbero i brani dei loro divi da internet. Non c'è per me molta differenza fra il Jazz e il rock..bisognerebbe investire di più sui concerti live e vendere magari i propri dischi a fine concerto incontrando i fans. Molti artisti americani lo fanno con successo.....

 

          S.T. & F.Z.: Qualche consiglio a chi vuole intraprendere la carriera musicale?

 

          G.S.: Si...una visita psichiatrica!! Scherzi a parte ci vuole molto impegno ed è importante studiare ma soprattutto fare molta, moltissima esperienza. Suonate di tutto e con tutti!

 

          S.T. & F.Z.: Ti va di fare una dedica agli utenti del sito?

 

          G.S.: Amici di Bassfriends ricordate che il basso non è solo un prolungamento del vostro corpo ma della vostra anima!

 

 

Ringraziamo Giorgio Santisi per averci concesso parte del suo tempo e vi inviatiamo a seguire sempre la sua attività. Vi ricordo inoltre che potete seguire le ultime novità sul suo sito web www.giorgiosantisi.com

 

Simone Tagliaferro, staff di bassfriends.com

 

 

 

 

 


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