S.T. & F.Z.: Più bassisti intervisto e
più mi rendo conto che Pippo è stato ed è un punto di riferimento
per molti di noi, e mi piacerebbe che in Italia gli Italiani
cominciassero ad apprezzare di più artisti di questo livello!
Ma, tornando a noi, come è proseguita poi la tua carriera di
bassista?

G.S.: Pippo è stato uno stimolo enorme per me e personalmente
gli ho dato la stessa considerazione che ho riservato a molti
nomi del panorama internazionale. Per quanto riguarda me, per
diversi anni ho dovuto dividere la mia vita in due fra la musica
e gli studi universitari che portavo avanti più per tradizione
di famiglia che per reale volontà. In realtà all'inizio non
avevo seriamente pensato di intraprendere la carriera di musicista
professionista anche perchè ero molto giovane e condizionato
dai giudizi dell'ambiente familiare che non vedeva di buon occhio
questa possibilità. Nonostante ciò, mi sono trovatoi quasi subito
a lavorare con la musica e con gli anni ho capito che potevo
continuare seriamente su questa strada.
S.T. & F.Z.: Una decisione, dunque, molto
importante, almeno quanto l’evento del 1999, ovvero l’anno in
cui hai deciso di spostarti per necessità, presumo, innanzitutto
professionali, nella magnifica città di Bologna, che differenze
hai trovato a livello lavorativo tra le due realtà?
G.S: Ho trovato delle differenze enormi ed in effetti il mio
trasferimento a Bologna ha rappresentato un momento decisivo
nella mia vita professionale. Napoli e in genere tutto il sud
Italia possiedono un vivaio di musicisti talentuosi ma veramente
poche occasioni di lavoro. Al Sud non mancano solo le strutture,
ma anche artisti di rilievo, studi di registrazione, produzioni
discografiche e via dicendo... Un pò di colpa però mi sento
di addossarla anche ai musicisti che spesso si lamentano della
loro condizione ma in realtà non fanno niente per cambiarla.
Io sono arrivato a Bologna da perfetto sconosciuto e con pochi
soldi in tasca, all'inizio è stata molto dura ma in meno di
un anno calcavo già il palco dell'Heineken Jammin Festival...è
stato come un premio alle mie scelte. Al Nord le occasioni di
lavoro non mancano, l'importante è dimostrare di essere sempre
affidabili e di essere disposti a spostarsi per lavoro. Bologna
è il posto in cui vivo ma spesso macino molti chilometri in
direzione Nord per serate e lavori in studio. E' in una posizione
centrale rispetto a molte località del Nord dove lavoro.
S.T. & F.Z.: In effetti è un premio che molti musicisti
talentuosi e coraggiosi dovrebbero ottenere. In Italia, come
al solito, siamo indietro rispetto ai nostri colleghi a stelle
e strisce e questa attività non è neanche considerata un mestiere.
Ma, passando ad altro, sono oramai sei anni che vivi ed operi
a Bologna, dentro di te quanta Napoli e quanta Bologna c’è?
G.S.: Di Napoli è rimasta sicuramente la pizza che adoro profondamente......e
il calore del Sud che comunque qui è molto apprezzato. Di Bologna
ho invece quell'atteggiamento professionale che mi permette
di lavorare, ma quello, in realtà, l'avevo già dentro solo che
a Napoli mi era impossibile farlo valere. Non che qui sia tutto
rose e fiori per carità, devi essere preparato, ti devi conquistare
la fiducia degli operatori del settore e devi lottare per mantenere
quello che hai ottenuto, ma almeno se hai fatto bene il tuo
lavoro ti rispettano e ti retribuiscono adeguatamente
S.T. & F.Z.: Sempre a proposito di Influenze,
quali altri musicisti, olre a Pippo Matino, a quanto mi sembra
di capire, o album hanno influenzato il bassista Giorgio Santisi
e più in generale il musicista?
G.S: Al primo posto c'è e ci sarà sempre Jaco...lui era di un
altro pianeta ed ha aperto la strada a tutti e chi non riconosce
questa sua grandezza mente sapendo di mentire. Nell'ascolto
di altri bassisti ho invece attraversato fasi alterne e non
mi sono mai fissato su nessuno in particolare. A parte una fase
della mia vita in cui sono rimasto folgorato da Mark King e
dallo slap che non conoscevo, sono passato da Marcus Miller
a Alain Caron fino ad arrivare a Victor Wooten che considero
uno dei fenomeni più interessanti del bassismo moderno. I miei
artisti preferiti, quelli di cui ho tutti i dischi in realtà
non sono neanche bassisti...si tratta di Pat Metheny e Lyle
Mays,
S.T. & F.Z.: Puoi parlarci della strumentazione
e dell’effettistica che usi solitamente in studio e nei live?
G.S.:
Non sono un amante dell'effettistica e i pochi pedali che ho
li uso con moderazione e quasi mai combinati fra loro. Mi piacciono
i suoni "vintage" e quindi non comprerei mai una pedaliera
digitale, mi fido ancora dei vecchi cari pedalini. Nel Jazz
uso un pò di chorus e di reverbero sul fretless, quando suono
rock invece un pò di compressione, un octaver, un synth bass.
Di recente ho poi scoperto il wha wha e sono letteralmente impazzito.
Per quanto invece riguarda il lavoro in studio il discorso è
ben diverso. Nel disco che ho registrato con Pia presso lo studio
di Vasco Rossi ho utilizzato come sempre il mio Music Man Sting
Ray 5 senza alcun tipo di effetto. Avendo a disposizione una
struttura attrezzatissima e due fonici d'eccezione come Nicola
Venieri e Frank. Nemola (rispettivamente ingegnere del suono
e tastierista-programmatore di Vasco) ho potuto anche utilizzare
testata e cassa, ma normalmente preferisco entrare in diretta
sul mixer passando solo attraverso la testata.
S.T. & F.Z.: hai
parlato di Pia.... descrivici brevemente l’artista e la sua
musica ed i motivi che ti spingono a credere in questo progetto
G.S.: Pia è un'artista vera ed una persona eccezionale. Quando
l'ho incontrata per la prima volta a Bologna nel 1999 sono rimasto
colpito dalla sua energia e dalla sua enorme carica umana. Approfondendo
questa conoscenza ho avuto modo di ascoltare le sue canzoni
e ho deciso di collaborare con lei perchè ne ho riconosciuto
subito il talento e le potenzialità. Fra le sue canzoni ce n'era
una che mi piaceva in particolare..una certa "E" che
oggi è il singolo più votato dell'ultimo album di Vasco. Quindi
sono sicuro di non sbagliarmi su di lei...Pia non è solo un'ottima
autrice ma anche una straordinaria interprete delle sue canzoni
e sono sicuro che il suo primo album sarà un successo. Il disco
uscirà a giugno e avremo modo di promuoverlo in contesti molto
importanti come il Jammin Festival il 10 giugno a IMola e alcune
date del tour di Vasco come supporter
S.T. & F.Z.: Oltre al discorso con Pia,
hai altri progetti in caldo per il futuro?
G.S.:
Ho in progetto di andare un pò in vacanza ma non credo sarà
possibile. A parte Pia sto suonando anche con Barbara Cola e
in varie formazioni Jazzistiche emiliane. A dire il vero c'è
una cosa a cui tengo in particolare...si tratta di un "Power
Trio" che sto mettendo su con Vincenzo Pastano, giovane
e talentuosissimo chitarrista di Luca Carboni. Sono ancora incerto
sulla scelta del batterista ma si tratterà sicuramente di un
valido e conosciuto professionista. Questa idea è partita dal
Disma dove io e Vincenzo abbiamo suonato con un gruppo fusion
grazie alla Galli Strings, ditta che ha sempre creduto in me
e che colgo l'occasione per ringraziare vivamente.
S.T. & F.Z.: hai parlato di Jazz e di
Rock... cosa ti sembra di queste due situazione diversissime,
come ti sembra che l’Italia stia reagendo alla crisi discografica,
sia pure in due generi diversissimi, ammesso che lo stia facendo?

G.S.: Che domande difficili....quello che posso dire può sembrare
retorico ma la verità è che c'è una crisi insanabile. Questo
è dovuto al fatto che nel nostro Paese si spendono molti soldi
per la cultura ma la musica sembra non meritare attenzione
tranne che per il Festival di Sanremo (perchè Sanremo è Sanremo....!!)
La crisi della discografia italiana è dovuta sicuramente in
parte al fenomeno della pirateria musicale, ma in gran parte
anche alla scarsissima qualità di quello che c'è in giro. Gli
artisti più bravi sono riusciti a crearsi un mini esercito di
fans che mai e poi mai scaricherebbero i brani dei loro divi
da internet. Non c'è per me molta differenza fra il Jazz e il
rock..bisognerebbe investire di più sui concerti live e vendere
magari i propri dischi a fine concerto incontrando i fans. Molti
artisti americani lo fanno con successo.....
S.T. & F.Z.: Qualche consiglio a chi vuole intraprendere
la carriera musicale?
G.S.: Si...una visita psichiatrica!! Scherzi a parte ci vuole
molto impegno ed è importante studiare ma soprattutto fare molta,
moltissima esperienza. Suonate di tutto e con tutti!
S.T. & F.Z.: Ti va di fare una dedica agli utenti del sito?
G.S.: Amici di Bassfriends ricordate che il basso non è solo
un prolungamento del vostro corpo ma della vostra anima!
Ringraziamo
Giorgio Santisi per averci concesso parte del suo tempo e vi
inviatiamo a seguire sempre la sua attività. Vi ricordo inoltre
che potete seguire le ultime novità sul suo sito web www.giorgiosantisi.com
Simone
Tagliaferro, staff di bassfriends.com