Quasi
casualmente conosco questo grande personaggio del mondo bassistico,
(comprando da lui un chorus!). Colgo al volo l’occasione,
compro il pedale e scambiamo quattro chiacchiere sulla sua vita
musicale. Vi ripropongo la mia intervista a Luca Visigalli, musicista
di teatro e televisione…
Francesco Zini: Il tuo primo incontro
con la musica avviene all’età di 8 anni, e, come
spesso capita per noi bassisti, non hai cominciato con il tuo
attuale strumento, bensì col pianoforte. Potresti raccontarci
come hai fatto a diventare bassista e come mai questa scelta?
LucaVisigalli: Effettivamente succede
a molti di arrivare al basso in modo totalmente casuale! Tra l’altro
nel mio caso, dopo il pianoforte c’è stato il violino,
che ho studiato per cinque anni in conservatorio. Nel frattempo
però i miei fratelli più grandi avevano messo in
piedi una…ehm…band a “conduzione familiare”
e così, mancando il bassista,…poi ho iniziato ad
amare lo strumento, a studiarlo seriamente e ad avere le prime
soddisfazioni, e così…
F.Z.: Poi, grazie all’occasione
che ti è stata offerta dal grande Dino D’Autorio,
hai intrapreso la carriera di musicista professionista cominciando
dal teatro, un contesto poco conosciuto dai bassisti, ma che ha
te ha sicuramente dato molto. Quali sensazioni hai provato quando
hai cominciato a suonare nei teatri con professionisti della musica?
L.V.: Beh, fai conto che avevo
all’incirca 19 anni quando ho iniziato con “Grease”,
che avrebbe inaugurato poi la moda dei musical in Italia. Con
me c’erano tra gli altri Mark Harris, Flaviano Cuffari,
Giorgio Cocilovo, insomma, tutti i grandi nomi che leggevo sui
credits dei più importanti dischi italiani!. Puoi immaginare
la tensione che avevo addosso, considerando pure che non ho avuto
possibilità di fare alcuna prova prima del mio debutto!.
F.Z.: Successivamente, nella tua
carriera, hai lavorato spesso in TV. (Match music, Aria fresca
(TMC 2), Strada facendo (Canale 5), Passaparola (Canale 5), Le
meteore (Italia1), Popstar (Italia1), Happy birthday Mr. Biagi!
(RAI), I ragazzi irresistibili (Canale 5), La notte vola (Canale
5), Trenta ore per la vita (Rete 4-Canale 5-Italia 1), Note di
Natale (Canale 5)). In quali trasmissioni ti sei sentito più
a tuo agio? Quali differenze hai riscontrato tra il suonare nei
teatri e sui palchi rispetto al suonare in tali trasmissioni?
L.V.:
Per qualche anno ho frequentato l’ambiente televisivo piuttosto
assiduamente, partecipando a trasmissioni di vario genere. In
alcuni casi, come a “Passaparola“ ad esempio, si trattava
di situazioni dove la musica assumeva un ruolo piuttosto marginale,
per cui l’importante era avere una gran pazienza piuttosto
che suonare bene!. Altre volte invece, come nel concerto natalizio
di “Note di Natale“ in piazza Duomo a Milano, ho accompagnato
artisti insieme ad un’orchestra di 70 elementi, leggendo
le partiture quasi “alla prima”…e li sono soddisfazioni…se
tutto va bene ovviamente!!!. Paradossalmente però, questo
tipo di situazioni, che richiede una preparazione di un certo
tipo, quasi mai rende al musicista quella visibilità e
quel riconoscimento che ci si aspetterebbe. Comunque grazie alla
tv ho potuto suonare insieme ad un sacco di artisti, e lavorare
con tantissimi arrangiatori e musicisti validi (e non…).
Non c’è molta differenza per me tra teatro, tv, studio
o altro…certo, nei concerti hai il pubblico che ti emoziona,
ma di contro puoi permetterti di “sbragare” un po’,
cosa che ti è praticamente vietata negli altri contesti
citati, dove devi sempre avere il massimo della concentrazione
e rispettare spesso delle partiture scritte nota per nota.