S.T. e F.Z.: Dai dischi sui
quali hai suonato si sente che hai un certo imprinting funk nel
suonare un po' più avanti, quasi sulla falsariga del miglior
Bootsy Collins. Questo ha fatto si che il tuo suono si possa riconoscere
tra mille, specie nel nostro paese, e, immagino, che abbia contribuito
in maniera fondamentale alla tua carriera, qual'è il segreto
di un suono così carico di groove ed energia?
P.C.: ...siccome
é un segreto....non lo dico!!
A parte gli scherzi in realtà cerco di essere “spingente”
ma stando “appoggiato indietro”, contemporaneamente
essere “portante” e “semplice” ma con
“fantasia” e “personalità”!!!!...e
poi divertirsi sempre!!
S.T. e F.Z.: In
Italia si può dire che tu sia uno dei turnisti più
chiamati in studio e live da tutti gli artisti, cosa consiglieresti
a chi vuole intraprendere questa strada?
P.C.:
Consiglierei di pensarci bene prima!!!!...la fatica che si fa
per arrivare, ma soprattutto per “rimanere” non sarà
mai ripagata da un equilibrato ritorno!!!..le ansie e l’insicurezza
di un “lavoro” non considerato tale andranno avanti
per tutta la vita!! Come Hobby però é il più
bello al mondo!!!
S.T. e F.Z.: Per
lavorare in studio è richiesto maggiormente l'estro nell'inventare
le parti o la precisione nel seguire gli arrangiamenti? In quale
percentuale si bilanciano i due elementi?
P.C.: Non c’é
una formula matematica....é un po’ come in cucina;
delle volte bisogna seguire bene la ricetta, altre volte improvvisando
col proprio gusto si ottengono dei piatti strepitosi...quasi irripetibili!
Ogni brano ha una storia a sé e quindi cambia la proporzione
tra l’estro animale e la precisione scientifica!
S.T. e F.Z.: Un professionista
come te che in Italia ha suonato praticamente con tutti si sarà
certamente fatto un'idea di quello che è la musica nel
nostro paese. Qual'è il tuo pensiero riguardo l'attuale
panorama musicale italiano? Anche tu, come molti altri, pensi
che si sia stata una generale regressione o pensi che i nostri
cantanti abbiano ancora qualcosa da dire?
P.C.: Penso che i cantanti trovino
sempre qualcosa da dire; forse il problema é che spesso
dicono ciò che loro pensano che il pubblico si aspetti
da loro piuttosto di dire quello che sinceramente gli verrebbe
spontaneo artisticamente!
Il discorso forse é molto più complicato, bisognerebbe
anche analizzare i “nodi” obbligatori dai quali le
canzoni devono passare....le Case Discografiche, le Radio “Libere”
e i loro Dee Jay!!...se c’é regressione penso lo
si debba anche all’inquinamento di questi fattori appena
citati; che sono di un importanza vitale ma di sapienza e sensibilità
imbarazzantemente basse!!!