Introduzione
Storia del Basso
Lezioni | Main
Recensioni | Main
Eventi | Main
Download
Zona interattiva
Fotogallery
 
Links
...Precedente

S.T. e F.Z.: Qual'è stata la musica che ti ha fatto innamorare di questo strumento e a chi ti ispiri di più nel suonare e nel comporre?

M.R.: Il primo amore è stato ovviamente G.Simmons…. ma l’acquisizione di una certa consapevolezza strumentale mi è venuta ascoltando e trascrivendo le linee di Geddy Lee (bassista dei Rush) e di Chris Squire (con gli Yes) … tutto questo fino all’ascolto di “8:30”… da lì in poi… è cambiato tutto. Credo che questa storia sia comune anche ad altri colleghi.
Devo dire che, nel suonare, cerco fortemente di non ispirarmi a nessuno, per quanto sia difficile e , per certi versi, controproducente…. La ricerca di una mia “voce” personale e riconoscibile è ancora il mio obiettivo… anche se oggi sto spostando le mie attenzioni sull’idea di avere un “coro di voci” a disposizione piuttosto che una…
Anche in “Moodswings- a tribute to J.Pastorius” , la riproposizione di alcune famose linee di Jaco suonate con il contrabbasso è dovuta al tentativo di tenermi lontano dal modello ricorrente nella maggioranza dei bassisti pur suonando talvolta le stesse note suonate dal Maestro…
Per quello che riguarda la composizione invece è tuttaltro discorso: da Stravinsky a Monk, Da Stern a Mendoza, da Camaron de la Isla a Duke Ellington e da K.Wheeler a, soprattutto, Alfredo Impullitti tutto è fonte di ispirazione per me. Le musiche popolari e i ritmi del folklore sono le cose che più mi interessano oltre agli accostamenti timbrici di differenti strumenti. Anche in questo caso la ricerca è tormentata e infinita ?… vedremo dove porta.

S.T. e F.Z.: Quali diverse sensazioni percepisci suonando il basso e quali suonando il contrabbasso?

M.R.: La gioia innanzi tutto, non dimentico mai che cosa fantastica è vivere di questo lavoro, nonostante gli stress e le difficoltà che si porta in dote.
Per il resto quando suono il basso elettrico mi de-responsabilizzo un po’ (ma sto cercando di smettere) rispetto a quando suono il contrabbasso… il contrabbasso ha più profondità, bastano meno note per sottolineare una idea,ma il basso elettrico è uno strumento con enormi possibilità melodiche e armoniche, oltre che ritmiche… inoltre lo torvo anche meno dispendioso fisicamente anche se questo dipende dai periodi. Il mio cruccio maggiore è che raramente riesco ad avere lavori in cui mi si chieda di usare lo strumento che sto studiando di più in quel momento… lo strumento richiesto è quasi sempre l’altro…in realtà ciò che percepisco maggiormente è la difficoltà derivante dalla gestione di due strumenti che pur essendo simili nel ruolo sono profondamente diversi in tutti gli altri aspetti (timbrici,ritmici, espressivi ecc…)

S.T. e F.Z.: Nel 2001, a cinquant'anni dalla nascita di Jaco, esce Moodswings, cd tributo al grande re del nostro strumento, dove partecipano addirittura Mike Stern e Michael Manring. Il cd è stato recensito anche dalla rivista americana bassics, portandoti addirittura ad avere un estratto di questo disco sul cd allegato alla rivista. Che sensazioni ti ha portato suonare un tributo a Jaco e che emozioni hai avuto quando hai visto che il cd ha ottenuto un buon successo di pubblico e di critica?

M.R.: Devo dire che talvolta è imbarazzante… io non voglio provare ad essere Jaco, questa mia “opera” è un gesto d’amore verso un personaggio che ha contribuito a rendermi quello che sono, nel bene e nel male.
Ho cercato di fare una cosa che fino ad allora non aveva mai fatto nessuno, fare un omaggio al musicista e non al bassista, pagare un tributo doveroso alle note che Pastorius aveva scritto e non quelle che aveva suonato… il fatto di essere stato invitato al “J.P.Birthday party” organizzato dalla sua famiglia a Fort Lauderdale, di essere stato cd del mese su “Bass Player” e di essere ospitato sulla compilation di “Bassics” mi hanno fatto enorme piacere e hanno dato grande visibilità al mio lavoro.
Mi hanno messo in contatto con grandissimi personaggi della musica permettendomi di lavorare con loro e sono state molto stimolanti, ma mi hanno anche creato qualche problemino… non mi sentivo degno di tante attenzioni, anche se io ce l’ho veramente messa tutta perché dalla mia musica si percepisse la devozione verso l’opera del Maestro. Trovo che forse questo tipo di “amore” fosse quello che mancava nei tributi che hanno preceduto e, soprattutto, seguito il mio.

 

 

 

 

Successivo...

 


Copyright BASSFRIENDS.com © 2004