“Il basso è uno strumento…
SUPERIORE!”. È questo l’inno che per tutto il giorno
veniva ripetuto dai vari partecipanti di “Noibassisti in villa”
tenutosi a Bollate (MI) l’11 luglio.
La giornata comincia subito
euforica. All’ingresso una coda di decine di bassisti ansiosi
di ritirare il biglietto, viene velocemente soddisfatta; cinque
miseri euro per una giornata indimenticabile. Subito mi vengono presentati il presidente
dell’associazione Andrea Papini, con il quale collaboreremo anche
in futuro, e la responsabile alle Pubbliche Relazioni, Daniela
Leonardi, che ha invitato il nostro sito all’evento.
Ma
il tempo stringe, alle 10 e 30 comincia il seminario di Joeri
Hommerson, che con i bassi Laurus, di cui è endorser, da dimostrazione
della sua bravura e delle varie tecniche di slap, le diverse posizioni
che possono avere entrambe le mani sullo strumento e i molteplici
suoni che si possono ottenere intervallando thumb e slap.
Pochi minuti di pausa, nei quali
incontro il nostro caro Dino Fiorenza, di ritorno da una clinic
a Lione, il quale mi presenta personalmente Hommerson, suo grande
amico e compagno di tourné in america. Pochi minuti per combinare
un intervista e subito inizia la seconda clinic.
Mauro Aimetti presenta le Funk Fingers,
una tecnica introdotta da Tony Levin che consiste nell’utilizzare
due piccole bacchette molto simili a quelle per batteria durante
l’esecuzione di un brano; allacciate sull’indice e il medio della
mano destra, le due funk fingers vengono utilizzate percuotendole
sulle corde, ricavandone un suono simile allo slap.
A mio parere una tecnica interessante
ma limitativa e difficile, in quanto non garantisce la gamma di
suoni che si possono ottenere con le dita ed è molto frequente
il rimbombo causato dalla vibrazione delle altre corde.